FAP (Fondo per l’Autonomia Possibile)

Contributi per sostenere la permanenza di persone non autosufficienti nella propria abitazione. Le diverse tipologie di contributo sono gestite attraverso il Fondo per l’Autonomia Possibile (FAP).

Cos’è

Il FAP è un intervento economico rivolto a persone che, per la loro condizione di non autosufficienza, non possono provvedere alla cura della propria persona e mantenere una normale vita di relazione senza l’aiuto determinante di altri.
Il FAP viene utilizzato a sostegno delle situazioni di non autosufficienza trattate a domicilio e di progetti sperimentali nel settore della salute mentale.

A chi rivolgersi 

Le persone o i loro familiari possono segnalare i loro bisogni assistenziali al Servizio Sociale dei Comuni o al distretto sanitario oppure, laddove esistente, al punto unico d’accesso.
I Servizi territoriali hanno il compito di prendere in carico i casi, nei confronti dei quali – se i bisogni vengono accertati – mettono a punto un progetto personalizzato, condiviso con l’assistito o con chi ne fa le veci e il suo medico curante. Il progetto potrà eventualmente prevedere, tra i vari interventi possibili, la concessione del contributo FAP, nei limiti della capienza di budget.

Tipologia degli interventi e requisiti d’accesso 

Il FAP si suddivide nelle seguenti tipologie d’intervento:
a) Assegno per l’autonomia (APA)
E’ un intervento economico a favore delle persone con grave non autosufficienza e dei familiari che se ne prendono cura. Il livello di gravità viene accertato dai Servizi territoriali con appositi strumenti valutativi. L’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare non deve superare i 30.000 €.
Gli importi annuali variano, a seconda della gravità e dell’ISEE, da un minimo di 1.548 € a un massimo di 6.204 € per la generalità dei casi e da un minimo di 1.548 € a un massimo di 6.816 € per le gravi demenze.
b) Contributo per l’aiuto familiare (CAF)
E’ un beneficio economico avente lo scopo di sostenere le situazioni in cui, per assistere persone in condizione di grave non autosufficienza, ci si avvale dell’aiuto di addetti all’assistenza familiare con regolare contratto di lavoro, per un monte ore non inferiore a 20 alla settimana, formato anche dalla somma oraria di due o più contratti.
La soglia ISEE è di 30.000 €.
Gli importi annui variano, a seconda della gravità, dell’ISEE e del numero di ore settimanali, da un minimo di 2.760 € a un massimo di 10.920 € per la generalità dei casi e da un minimo di 2.760 € a un massimo di 12.000 € per le gravi demenze .
c) Sostegno alla vita indipendente (SVI)
E’ un sostegno economico che concorre a finanziare i progetti di vita indipendente realizzati a favore delle persone in grado di autodeterminarsi, di età compresa tra i 18 e i 64 anni, in condizione di grave disabilità. Prevedono la facilitazione di percorsi di inserimento sociale e lavorativo.
La soglia ISEE è di 60.000 €.
Gli importi annui sono stabiliti in sede di progetto e vanno da un minimo di 3.000 € a un massimo di 22.000 €.
Gli importi vengono stabiliti in sede progettuale fino a un massimo di 3.000 € annui.
d) Sostegno ad altre forme di emancipazione e di inserimento sociale
E’ un intervento a sostegno di progetti rivolti a persone in condizione di grave disabilità, di età compresa tra i 12 e i 64 anni che, pur non autodeterminandosi, possono essere inserite in progetti finalizzati alla partecipazione sociale e all’emancipazione, anche parziale, dalla famiglia.
La soglia ISEE è di 30.000 €.
Gli importi annui sono stabiliti in sede di progetto e vanno da un minimo di 3.000 € a un massimo di 12.000 €. Nel caso di progetti riguardanti persone iscritte a centri semiresidenziali viene attribuito l’importo minimo.
e) Sostegno a progetti sperimentali in favore di persone con problemi di salute mentale
E’ una misura che concorre a finanziare progetti sperimentali a favore di persone con gravi problemi di salute mentale orientati all’effettiva riabilitazione e inclusione sociale dei soggetti coinvolti e aventi un’articolazione su almeno uno dei seguenti tre assi di intervento: casa e habitat sociale, lavoro e formazione professionale, socialità e affettività.
Non sono ammessi al beneficio progetti che prevedano l’inserimento dei destinatari in strutture residenziali.

Una risposta

  1. INTERESSANTE TUTTO E GRAZIE X LE INFORMAZIONI VOLEVO CHIEDERE IO HO MAMMA 93 ANNI DEMENZA SENILE ACCERTATA MI DANNO ACCOMPAGNATORIA IO FIGLIA LA TENGO IN CASA NONOSTANTE LE DIFFICOLTA MARITO IN PENSIONE N MA NON POSSO LASCIARLA SOLA ,PERCIO 24 0RE SU 24 ,MA A ME CHE FACCIO DA BADANTE NON CE 1 AIUTO ECONOMICO IO CON MINIMA PENSIONE E ACCOMPAGNATORIA, PAGO ASSISTENZA X LAVARLA POI TUTTO RESTO MANGIARE …….. OK E MIA MADRE MA NON CE 1 CONTRIBUTO COME 1 BADANTE GRAZIE ATTENDO RISPOSTA

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