Prendersi cura… di chi cura

In Fvg ci sono 62 individui a carico ogni cento che lavorano. Il punto a Udine nell’incontro curato da Hattiva Lab onlus e dal centro Infohandicap Fvg

Prendersi cura... di chi cura

Chi si prende cura di anziani disabili, bambini? Nella stragrande maggioranza dei casi è donna e mai come ora le “caregiver” si sentono (o lo sono) sole ad affrontare la disabilità o l’infermità di un proprio caro, con la conseguenza che rischiano seriamente di ammalarsi a loro volta. “Care for carers – prendersi cura di chi cura” è il titolo del convegno – organizzato a Udine a Palazzo Antonini da Hattiva Lab onlus e dal centro Infohandicap Fvg in collaborazione con la Regione e l’Università di Udine – che oggi ha registrato il pienone (oltre 150 i presenti) e attratto l’attenzione dei media anche nazionali.

Perché mai come oggi l’”affaire anziano” non è deve più essere considerato emergenza sociale, “visto che i dati statistici da anni ci hanno messo in condizione di leggere il flusso della vita”, spiega il referente di Infohandicap Antonio Bondavalli. “La nostra regione, poi, è fra le più ‘vecchie’ in Italia, dove non sono più un’eccezione gli ultra ottantenni. Nella sola Udine si contano alcuni ultracentenari. E chi se ne occupa? Le donne, naturalmente”. Il convegno ha offerto uno spaccato antropologico del fenomeno, ma soprattutto ha dato suggerimenti – una sorta cassetta degli attrezzi – per poter affrontare la questione senza credere di essere completamente soli.

Il rapporto dell’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) presentato a fine 2018 a Washington
alla vigilia della Giornata Internazionale degli Anziani ha evidenziato come l’Italia sia il paese “più vecchio” in Europa, con il 21,4% dei cittadini over65 e il 6,4% over80, seconda al mondo preceduta solo dal Giappone. Complessivamente negli ultimi 20 anni la percentuale di europei anziani è notevolmente aumentata. In Friuli Venezia Giulia nel 2018 l’indice di vecchiaia – che è il rapporto percentuale tra
il numero degli ultra65enni e il numero dei giovani fino ai 14 anni – sale a 213 anziani ogni 100 giovani, mentre la media nazionale è di 169. L’indice di dipendenza strutturale, invece, rappresenta il carico sociale ed economico della popolazione non attiva (0-14 anni e 65 anni ed oltre) su quella attiva (15-64 anni). Ad esempio, in Italia nel 2018 ci sono 56 individui a carico ogni 100 che lavorano. Per la nostra regione questo rapporto sale a 62.

Questi dati se da un lato ci forniscono informazioni positive, perché dicono che le persone hanno un’aspettativa di vita alta, dall’altro non possono far ignorare il fatto che si tratta di un “esercito” di persone, molte delle quali fanno fatica a prendersi cura di sé e a eseguire le attività quotidiane di base. “Situazione che si riverbera soprattutto sulle famiglie, che spesso si trovano ad affrontare questa nuova condizione senza strumenti e conoscenze” osserva la presidente di Hattiva Lab, Paola Benini. “Studi evidenziano con sempre maggior vigore come i caregiver siano molto vulnerabili dal punto di vista psicofisico e finanziario, obbligati a una ristrutturazione nelle abitudini della vita quotidiana”.

Il convegno, pertanto, si rivolgeva
ai caregiver informali, a coloro che forniscono cura a titolo “gratuito o volontario” a persone non autosufficienti, con un’attenzione particolare ai familiari, con un investimento emotivo che li coinvolge in questo percorso di vicinanza all’anzianità. “Occorre rafforzare la resilienza del caregiver attraverso la consapevolezza dell’importanza
di “essere in salute” per accompagnare chi necessita di maggiore attenzione nella non autosufficienza”.

“Per quello che riguarda InfoHandicap, dal nostro osservatorio privilegiato raccogliamo richieste d’aiuto che cerchiamo di dipanare nella quotidianità; periodicamente, organizziamo incontri e seminari, insomma creiamo quei presupposti – chiude Bondavalli –  che possano essere di aiuto a tutti coloro che, a vario titolo, vivono e operano nel variegato mondo della fragilità”.

Per il convegno è stato richiesto l’accreditamento agli ordini degli Assistenti Sociali Fvg, dei Giornalisti e degli Avvocati della provincia di Udine. Ai lavori hanno partecipato medici, avvocati, psicologi, sociologi, docenti, rappresentanti di Inps, Ambito, Azienda Sanitaria, Distretto socio-Sanitario, realtà locali come il CRIBA, l’Ufficio H della Comunità Piergiorgio, La Quiete.

Il presidente del consiglio regionale Piero Mauro Zanin ha confermato – elogiando l’operato della coop. Hattiva Lab – l’attenzione della Regione vero il terzo settore, ribadendo l’importanza di mettere in rete energie e competenze.

Fonte: ilFriuli.it

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